I nostri autori: Gabriella Cinti

 



Gabriella Cinti è nata e vive a Jesi. Ha affiancato l’insegnamento alla critica letteraria, coltivando al contempo interessi artistici e storico-filosofici. Dopo un lungo periodo di ricerca storica, da alcuni anni si occupa di poesia, di filosofia ed archeologia delle lingue europee, di paleolinguistica, di etimologia e in particolare di poesia greca antica, di cui è anche voce interpretante all’interno di importanti manifestazioni musicali, dove presenta uno spettacolo che ha ideato e che ha nome “Mystis”, cioè l’iniziatrice, accompagnato da  musica e danza, per recuperare l’oralità originaria della poesia. Negli anni più recenti i suoi interessi si sono precisati quindi sulla vocalità della lingua greca antica (della poesia, in modo del tutto peculiare). Vocalità intesa come iridescenza del significante verso il significato e quindi da proporre in questa chiave di arricchimento.

Il suo legame con la parola è molto antico, soprattutto nella dimensione letteraria e filosofica. Questo contatto con la parola “aurorale” ha risvegliato in lei un’istanza mai sopita e ne ha costituito il detonatore. La parola quindi come fondante l’identità umana e come  fonte di personale salvezza. La parola come missione e come destino. La parola di un passato che è inciso nel nostro presente ma che deve ritrovare la sua spiritualità corporea attraverso la voce strumento ed una scrittura che ritorni aurale, prechirografica. L’aver ritrovato la dimensione della oralità arcaica ha contribuito a rendere più sinestetica e sensoriale il suo approccio con la “poiesis”, avvicinandola ad una percezione di degustazione spirituale perchè la parola è avvertita anche nelle sue caratteristiche “organolettiche”.

Questa autentica ad-vocazione per il suono della parola, per la valenza comunicante di ogni sfumatura linguistica e vocale si riverbera, come evidente riflesso anche nella poesia in lingua e la silloge che le è valso il Premio Nabokov ne porta il titolo più espressivo. Un titolo intenzionalmente e profondamente intrecciato alla parola che diventa musica, alla musica che è linguaggio arcano eppure così violentemente comunicante. Un titolo che si allaccia, in definitiva a quell’afflato comunicativo che è pur sempre un atto d’amore.

Ha scritto il saggio di apertura dell’Atlante regionale dei vini delle Marche 2006 dal titolo Sentimento ellenico di-vino; del 2007 è il saggio Ma com’era la voce di Saffo? Riflessioni sulla vocalità della lingua poetica ellenica (Edizioni Nuove Scritture).

Nel febbraio 2008 ha pubblicato la raccolta di poesie (121 testi): Suite per la parola (PeQuod editore).

 

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La poetessa Gabriella Cinti

 

 

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